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Tessuto non tessuto in edilizia: cos’è, a cosa serve e campi d’applicazione

scritto il 29 Novembre 2021 in Materiali

Apprezzato per la versatilità e l’efficienza in un gran numero di settori, in quello edilizio il Tessuto Non Tessuto (TNT) consente di migliorare le prestazioni delle coperture e dei rivestimenti metallici, contrastando rumore e condensa.

tessuto non tessuto edilizia

Lastra grecata SAND 20 con applicazione SANDnodrip

 

Il Tessuto Non Tessuto (TNT) è un prodotto industriale simile a un tessuto, ma ottenuto con procedimenti diversi dalla tessitura tradizionale: nel caso del TNT, infatti, le trame si presentano non ordinate, le fibre unite attraverso procedimenti chimici o meccanici: il risultato è un materiale morbido al tatto, dall’effetto “nuvolato”, ma estremamente robusto.

Caratteristiche del tessuto non tessuto

Le fibre di cui è composto il tessuto non tessuto, generalmente poliestere o polipropilene lo rendono: 

  • Imputrescibile
  • Filtrante 
  • Drenante
  • Anallergico
  • Atossico
  • Resistente alle alte e alle basse temperature
  • Morbido
  • Economico

Origini e campi d’applicazione del TNT

La commercializzazione del Tessuto Non Tessuto ha conosciuto una crescita esponenziale a partire dagli anni ’80, pur essendo stato sviluppato negli anni ’30 a partire dagli sforzi di diverse società europee e americane che, in maniera indipendente tra di loro, erano alla ricerca di alternative più economiche al tradizionale tessuto.

In seguito, grazie alla scoperta relativa alla possibilità di realizzare il Tessuto Non Tessuto direttamente a partire dai polimeri, senza la necessità di produrre appositamente le fibre, quello che un tempo era un prodotto conosciuto solo agli addetti ai lavori è diventato d’uso e conoscenza comuni.

Oggi, il Tessuto Non Tessuto trova innumerevoli settori d’applicazione: da quello dalla ristorazione a quello ospedaliero, dall’industria alimentare a quella edile. Il motivo è da ricercarsi nella sua versatilità: questo materiale, nelle sue diverse applicazioni, può infatti sia offrire la protezione igienica fondamentale per la fabbricazione degli indumenti sanitari, sia evitare la formazione degli odori che possono venire a crearsi nel processo di trasformazione degli alimenti, sia assorbire l’umidità che intacca le lastre grecate, ed è inoltre leggero e riciclabile.


Si può dunque dire che il Tessuto Non Tessuto stia gradualmente sostituendo i tessuti tradizionali in alcuni settori specifici, poiché garantisce prestazioni migliori a costi più contenuti.

Tessuto non tessuto in edilizia

tnt

Illustrazione applicazione panno anticondensa SANDnodrip su laminato metallico

 

tnt edilizia

Panno antirumore e anticondensa SANDcontrol applicato su laminato metallico

In edilizia il tessuto non tessuto assolve soprattutto alla funzione di separazione tra strati di materiali dei quali si desidera evitare l’interazione.

In ambito metalmeccanico viene generalmente fornito in rotoli oppure già abbinato ad altri prodotti e ha principalmente la funzione di incrementare le prestazioni dell’elemento al quale viene applicato, migliorando la salubrità degli ambienti all’interno dei quali tali elementi vengono impiegati. 

Sandrini Metalli appone il TNT direttamente sulle lastre grecate, sui coils, oppure sulle lastre SANDfuture, per proteggere i prodotti dalla degradazione dovuta all’eccessiva umidità e per attenuare il rumore esterno. 

In tal senso, l’azienda dispone di due tipologie di panno in TNT:

  • SANDnodrip, panno in fibre 100% poliestere con la funzione di anticondensa;
  • SANDcontrol, panno in fibre 100% poliestere dalla densità maggiore, che oltre ad evitare la formazione di condensa permette anche di smorzare il rumore;

tnt sandrini metalli

Lastra grecata SAND 20 con applicazione SANDnodrip

Le prove

Sandrini Metalli ha sottoposto a test in laboratorio il suo Tessuto Non Tessuto per certificarne le prestazioni.

In particolare, sono state eseguite:

  • Prove di reazione al fuoco, che hanno restituito come risultato la classificazione A2-s1, d0 per quanto riguarda l’infiammabilità di SANDnodrip (ovvero il materiale è incombustibile e non produce né fumo né particelle ardenti) e C-s1, d0 per quanto riguarda l’infiammabilità di SANDcontrol (ovvero il materiale, pur non essendo ignifugo, non è facilmente combustibile);
  • Prove di reazione al rumore provocato dalla pioggia battente sulla copertura, restituendo un livello medio di intensità sonora globale ponderato inferiore ai 60 dB(A), e corrispondente circa, per dare un’idea, al livello di rumore prodotto da una conversazione.

Sia le specifiche delle prove effettuate che quelle dei materiali appena esposti possono essere trovare nelle apposite sezioni di questo sito.

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